attaccamento e relazioni

Come l’attaccamento influisce sull’andamento delle relazioni

L’Attaccamento è un insieme di emozioni e comportamenti che consentono di gestire la relazione con l’Altro nell’infanzia e nella vita adulta. Le radici dell’attaccamento si rintracciano nelle prime relazioni fondamentali, in particolar modo quelle con la figura di riferimento, spesso la madre. Queste esperienze emotive segnano la modalità attraverso cui l’adulto si relazionerà con gli Altri sia nelle relazioni interpersonali che sentimentali. Vediamo come.

Attaccamento: come si sviluppa e da cosa ha origine

Con il termine attaccamento Bowlby fa riferimento alla tendenza del bambino di ricercare un legame di vicinanza con la figura di riferimento in grado di fornirgli protezione e sicurezza. Il legame di attaccamento è la prima relazione fondamentale durante l’infanzia ed è quella che consente di sperimentare le prime emozioni, positive o negative (Rabbia, dispiacere se la madre si allontana, sicurezza se è presente). Inoltre, come dice Bowlby “Le relazioni di attaccamento nell’infanzia costituiscono il prototipo di tutte le relazioni d’amore che il soggetto instaurerà nel corso della sua vita”.

La relazione di attaccamento ha inizio prima ancora che il bambino venga al mondo, durante la gravidanza: al bambino viene trasmesso ogni stato d’animo materno. Alla nascita sarà di fondamentale importanza il contatto oculare con la madre che consentirà ai sistemi neurali di entrambi di connettersi adeguatamente e inviare stimoli alle aree del cervello destinate all’elaborazione emotiva.

A dimostrarlo, studi su figli di madri depresse: le donne depresse tendono a perdere il contatto oculare con l’Altro, difficilmente prendono in braccio il bambino, sono distanti e non manifestano emozioni. I loro figli, da adulti, tenderanno a manifestare un attaccamento di tipo insicuro.

Gli studi sull’attaccamento sono stati rinforzati da un particolare esperimento chiamato “Strange situation” che prevedeva l’osservazione di 8 fasi dell’interazione tra madre e bambino all’interno di una stanza con dei giochi. Durante queste fasi, in maniera intermittente la madre lascia il bambino da solo in una stanza con dei giochi per poi ritornare. Lo scopo era quello di osservare il comportamento del bambino quando la mamma si allontanava. In base alla reazione del bambino era possibile classificare il suo stile di attaccamento. Un attaccamento di tipo sicuro porta il bambino a esplorare tranquillo l’ambiente, certo del fatto che la madre ritornerà. Un attaccamento insicuro presuppone reazioni di ansia, pianto e tensione spesso ininterrotti e una scarsa interazione con l’ambiente, a riprova del fatto che la madre non è considerata una figura sicura e capace di protezione.

L’attaccamento, che prevede diverse fasi durante l’infanzia, determinerà lo sviluppo dei Modelli Operativi Interni: si tratta dell’insieme di percezioni su di sé, sugli altri e sulle relazioni che derivano dalle esperienze infantili e da come gli adulti si sono relazionati con il bambino.

Dalla qualità della relazione di attaccamento derivano quattro stili di attaccamento: Sicuro, Insicuro Evitante, Insicuro Ansioso Ambivalente, Insicuro Disorganizzato.

Lo stile di attaccamento andrà a influenzare le relazioni dell’adulto, la sua capacità di gestire lo stress e affrontare gli eventi della vita quotidiana.

Attaccamento sicuro: mi fido dell’altro

L’Attaccamento sicuro è il risultato di un’infanzia caratterizzata dalla presenza della figura di riferimento e dalla sua capacità di proteggere il bambino conferendogli un senso di sicurezza. La madre è presente e capace di sintonizzarsi con i bisogni del bambino, favorendo al contempo la sua autonomia. Bambini con questo stile di attaccamento sviluppano spiccate capacità di socializzazione, sentendosi a loro agio nell’ambiente anche se il genitore non è fisicamente presente. Questo poiché si sentono sicuri che ci sarà in caso di bisogno.

Da adulto, tenderà a esplorare con sicurezza l’ambiente circostante mostrandosi aperto mentalmente, affettuoso, sensibile e creativo, sempre desideroso di fare nuove esperienze. Di conseguenza andrà alla ricerca di un partner altrettanto equilibrato del quale avrà massima fiducia così come da bambino era fiducioso di poter contare sulla sua figura di accudimento principale.

Le persone con attaccamento sicuro instaurano legami molto stabili e duraturi che descrivono come felici anche in virtù della capacità dei partner di essere flessibili e adattarsi alle varie criticità.

Attaccamento insicuro evitante: non avvicinarti troppo!

La figura materna in questo stile di attaccamento si è curata esclusivamente dei bisogni materiali del bambino, senza dare alcuna importanza ai bisogni emotivi dello stesso, risultando quindi molto distante. Il bambino, dopo esperienze ripetute di questa distanza, per paura del rifiuto non chiederà aiuto alla madre, nemmeno nel momento del bisogno.

Da adulto tenderà a minimizzare gli aspetti emotivi prediligendo la razionalità e sviluppando un marcato cinismo difensivo. Ciò vale anche per le relazioni interpersonali che devono necessariamente escludere ogni tipo di intimità limitandosi a un basso coinvolgimento emotivo e scarse manifestazioni di affetto. Sceglie relazioni nelle quali non si impegna o si tiene distante attraverso distrazioni esterne. Distante emotivamente, evita il coinvolgimento scegliendo anche partner indisponibili o già impegnati in un’altra relazione. Questa è per la persona l’unica modalità per difendersi dalla paura di essere rifiutato e abbandonato dalle persone a cui si lega.

Attaccamento insicuro ambivalente: non mi abbandonare!

La madre si è mostrata incostante e imprevedibile agli occhi del bambino, alternando la sua presenza a momenti di assenza. Ciò innesca nel bambino un continuo timore di essere abbandonato e una conseguente reazione di rabbia e protesta ogni volta che la madre si allontana. Da adolescente sarà molto oppositivo. Le relazioni adulte saranno caratterizzate da scarsa fiducia e continua necessità di rassicurazione da parte dell’Altro, con conseguente comportamento arrendevole e remissivo per il timore di essere abbandonati e la convinzione di non meritare amore. Questo stile di attaccamento è tipico delle Dipendenze Affettive: la convinzione di non meritare amore comporta un atteggiamento controllante, timoroso dell’abbandono e alla ricerca continua di sicurezze da parte dell’Altro. Si alternano comportamenti remissivi a comportamenti estremamente aggressivi.

Tra gli stili di attaccamento c’è anche quello Disorganizzato, caratterizzato da forti incoerenze comportamentali, contraddizioni, ansie e paure ingiustificate e difficoltà nel portare avanti una relazione e percepire i propri stessi stati emotivi.

Le mie relazioni sono sempre instabili: cosa posso fare?

Lo stile di attaccamento non implica necessariamente un determinato tipo di comportamento. Si tratta di una relazione e come tale è influenzata da tanti fattori, sia di rischio che di protezione. Una relazione disfunzionale con i genitori o con l’ambiente può determinare lo sviluppo di uno stile di attaccamento insicuro. Allo stesso modo, un rapporto significativo e positivo durante l’infanzia o la vita adulta può fungere da rinforzo, così come altre reti di supporto esterne.

L’attaccamento influenza fortemente l’andamento delle proprie relazioni interpersonali e per questo è importante riconoscerlo. Se vivi forti stati di tensione ricorrenti in ogni relazione, se ti senti insicuro, se pensi sempre che l’Altro ti abbandonerà o non avrà cura di te, rivolgerti a un professionista può essere la scelta più giusta per il tuo benessere.

Ti ritrovi in una di queste condizioni? Richiedi ora un consulto psicologico per migliorare l’andamento delle tue relazioni.

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Categoria: Psicologia

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