dipendenza affettiva

Dipendenza affettiva: il destino della bambina wall-flower è già scritto?

Psicologia
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La Dipendenza affettiva è una forma di amore patologico, più frequente nelle donne, nella quale viene a mancare il concetto di reciprocità e l’unico desiderio è quello di appagare l’Altro. Le radici di questa dipendenza risalgono all’infanzia e comportano una concezione di amore come sacrificio. Ma da cosa dipende tutto questo? Davvero il destino di una Dipendente Affettiva è segnato o si può ripartire da zero?

Definizione e caratteristiche principali

La Dipendenza Affettiva (DA) o “Love Addiction” è inserita all’interno delle Dipendenze Comportamentali ovvero quel tipo di dipendenze che ha come oggetto un comportamento e non una sostanza. Il meccanismo di azione e i circuiti cerebrali coinvolti sono proprio gli stessi di una dipendenza da sostanze, così come alcune caratteristiche.

La persona affetta da Dipendenza Affettiva, nel 90% dei casi di sesso femminile, concepisce l’amore come unico antidoto a un senso di vuoto e sofferenza interiore che hanno radici nella sua infanzia. Di conseguenza l’oggetto d’amore di una dipendente affettiva è un partner da salvare e accudire.

Ci sono alcuni aspetti che caratterizzano questa Dipendenza:

  • Paura dell’abbandono;
  • Scarsa autostima;
  • Autostima relazionale: la percezione della stima di Sé dipende dal riscontro del partner;
  • Tendenza a isolarsi e concentrarsi esclusivamente sulla relazione;
  • Omissioni con le persone più vicine rispetto a segnali che potrebbero essere visti da fuori come campanelli di allarme;
  • Le emozioni dell’Altro sono più importanti delle proprie;
  • Perdita dell’individualità;
  • Convinzione di non meritare amore.

Tendenzialmente si scelgono due tipi di partner:

  • NARCISISTA PATOLOGICO: partner critico, manipolativo, poco disponibile emotivamente. Attraverso la manipolazione il partner mina le sicurezze della dipendente affettiva riducendo ancor di più la sua autostima e alimentando la Dipendenza. Scegliendo questo tipo di partner, incapace di amare, la persona dipendente confermerà la sua convinzione ovvero quella di non meritare amore.
  • CO- DIPENDENTE: talvolta la persona affetta da Dipendenza affettiva sceglie un partner con una dipendenza. La sua missione sarà quella di alleviare la sua sofferenza, mettendo da parte la propria e salvando il suo destino. Se non ci riuscirà, attribuirà a sé stessa la colpa, vivendola come un fallimento. Questo tipo di relazione è la più rischiosa poiché tra i due partner il coinvolgimento è altissimo in quanto l’uno allevia le sofferenze dell’Altro, distraendosi dal proprio dolore.

Qualsiasi partner si scelga, la relazione avrà tratti di tossicità e alimenterà nella persona con dipendenza affettiva l’assoluta convinzione di non poter vivere senza l’Altro. Tale convinzione è ciò che spiega il perché molte relazioni disfunzionali riescano a durare anni: anche se c’è violenza, maltrattamento o sofferenza si tende a giustificare l’Altro per paura di perderlo e mossi dalla convinzione di poterlo cambiare.

La capacità di salvare l’Altro, intesa come una missione, comporta dei vantaggi anche per il salvatore: infatti, salvando l’Altro ci si sente speciali e dotati di unicità e valore. Questo compensa la propria convinzione di non essere degni di amore. 

L’infanzia della dipendente affettiva: chi è la bambina wall-flower?

Con il termine “Bambina Wall- Flower” (bambina “carta da parati”) si fa riferimento a una bambina cresciuta in un ambiente spesso problematico e disfunzionale, poco attento ai suoi bisogni emotivi e che pertanto l’ha fatta sentire invisibile. L’infanzia di una Dipendente affettiva è caratterizzata da criticità all’interno dell’ambiente familiare (violenza, litigi, maltrattamenti) che la portano a un’inversione di ruolo e a un atteggiamento protettivo verso i propri genitori.

Solitamente la madre di una bambina che diventerà dipendente affettiva è una donna insoddisfatta della sua vita personale e coniugale e manifesterà tale insoddisfazione alla figlia, sua confidente; pur lamentandosi del padre della bambina, continuerà a starci insieme e ciò è uno dei primi elementi di confusione che insegnerà alla figlia che amare è sacrificarsi. Il padre di una dipendente affettiva è spesso più marginale e poco coinvolto a livello emotivo.

La bambina sentirà quindi di dover proteggere i suoi genitori e sceglierà inconsapevolmente due modi per farlo:

  • Trattenere paura, dolore e rabbia per non creare altri problemi ai suoi genitori e non deluderli;
  • Condurre una vita brillante, carica di successi per riempire il vuoto dentro di sé e sentirsi “una brava figlia meritevole di amore”. Sarà una bambina educata e iper responsabile.

In entrambi i casi l’obiettivo è di cancellare la sua sofferenza ma solo l’incontro con il partner sarà per lei fonte di salvezza.

Nell’adolescenza delle dipendenti affettive ci sono frequentemente storie di disturbi alimentari, autolesionismo, sottomissione nei rapporti interpersonali, tutti tratti derivanti da un forte vissuto di inadeguatezza.

La Dipendente affettiva cerca di compensare le carenze d’affetto infantili identificandosi con il partner scelto. Inoltre, non avendo sperimentato sicurezza nel suo ambiente familiare, avrà un forte bisogno di controllo del suo partner per paura di essere abbandonata.

Il ruolo di salvatrice, assunto con i suoi genitori, sarà proiettato nel rapporto di coppia: non a caso vengono scelti partner non adatti a sé, indisponibili emotivamente, nei quali si cerca di apportare un cambiamento così da modificare le risposte affettive rivolte a sé che altrimenti sarebbero inesistenti.

Il senso di insicurezza e inadeguatezza vissuti da bambina fanno sì che la dipendente affettiva viva le sue relazioni con precarietà, conflitto, emozioni contrastanti (rabbia, paura, senso di colpa) e senta il forte bisogno di “dover fare di tutto pur di tenere il partner vicino a sé.

Come uscirne?

Attenzione: la Dipendente Affettiva non è incapace di amare, come spesso viene detto! La Dipendente Affettiva ha un forte bisogno di amore ma sbaglia il destinatario, scegliendo una persona da salvare così come le sue dinamiche familiari le hanno insegnato. Non è sbagliata la modalità in cui ama, ma bisognerà rielaborare la sua concezione di amore.

Dunque, a livello amicale/interpersonale, quando si vuole supportare una persona con questo tipo di Dipendenza non è utile cercare di mostrarle razionalmente che ciò che fa il partner è errato: il suo bisogno di salvare l’Altro ha radici antiche e non è razionale e consapevole dunque questa strada non farebbe altro che aumentare angoscia nella persona, irrigidendola e portandola a non aprirsi più sull’argomento.

A livello professionale, il supporto Psicologico prevede due aspetti principali: comprendere la tossicità della relazione e ricostruire una propria identità. I punti principali su cui lavorare sono:

  • Ascoltarsi e dar voce al vuoto dal quale si cerca di fuggire;
  • Rafforzare autostima e autoefficacia;
  • Riconoscere e riscoprire la propria identità;
  • Ricostruire la propria storia personale così da comprendere cosa ha portato la persona a concepire l’amore come sacrificio.

Se anche tu credi di vivere una Dipendenza Affettiva, rivolgiti a un professionista che sarà in grado di supportarti e farti ripartire da TE!

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