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Disagio giovanile: quanto pesa non sentirsi abbastanza?

Psicologia
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In queste settimane, tra telegiornali e social media si sente spesso parlare di “Devianza giovanile”, quasi come fosse un fenomeno nuovo. Come segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) soprattutto a seguito della pandemia si è registrato un significativo aumento di vissuti di disagio psicoemotivo, in particolar modo tra gli adolescenti. Ansia, fobie, uso di sostanze sono tra le diagnosi più in aumento negli ultimi due anni. Ma il Covid è stato davvero la causa determinante dell’aumento del disagio giovanile? Ebbene no! Sebbene sia stato un fattore scatenante, sembra non sia quello determinante. Vediamo perché!

Disagio giovanile: come definirlo?

Con l’espressione Disagio giovanile si intende una fase di vita, comune nell’adolescenza, caratterizzata da tensioni o sofferenze a livello emotivo e psicologico tali da determinare una difficoltà nella persona in uno o più contesti di vita (scolastico, sociale, relazionale, eccetera).

Con il sopravvento del Covid-19 sono aumentati notevolmente i giovani che riferiscono di soffrire o aver sofferto di Attacchi di panico, Ansia sociale o Ipocondria unite a scarso interesse sociale e vissuti depressivi.

Il cambio di routine, la perdita di certezze, la riduzione dei contatti sociali sono stati tutti elementi fortemente destabilizzanti per gli adolescenti, già preda di una fase del ciclo di vita soggetta a cambiamenti e turbamenti continui. Tutto è diventato più precario: il Covid ci ha educato all’imprevedibilità.

Tuttavia, sebbene la pandemia abbia avuto un ruolo determinante nell’aumento delle diagnosi sopra citate, è importante specificare che il Disagio giovanile ha origini ben più profonde e radicate ma, ahimè, prima del Covid il benessere psicologico sembrava occupare un ruolo marginale e secondario.

Nell’ultimo biennio si è registrato un vorticoso aumento di atti autolesionistici (27.6%) che spesso sono sfociati in suicidio. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato 200 suicidi all’anno di ragazzi under 24, un dato che spaventa e che mette il suicidio come seconda causa di morte nei ragazzi al di sotto dei 21 anni. Una stima sconcertante che ci dovrebbe ricordare l’importanza della Prevenzione e del Supporto Psicologico.

Quali segnali sono importanti?

Essendo l’adolescenza un periodo già per definizione ricco di insidie e confusione, per un genitore talvolta è difficile riconoscere dei campanelli di allarme. Vediamone alcuni:

  • Perdita di interesse e stanchezza cronica;
  • Ansia sociale;
  • Ridotta vita sociale o Iper socialità (non è mai a casa);
  • Disturbi della condotta;
  • Calo del rendimento scolastico o Dispersione scolastica;
  • Irritabilità;
  • Abuso di alcool e droghe;
  • Insoddisfazione perenne;
  • Scarsa autostima;
  • Disturbi o difficoltà alimentari.

Ovviamente questi segnali non vanno considerati singolarmente ma contestualizzati insieme ad altri fattori di rischio (conflitti familiari, separazioni, bocciature, eccetera).

Disagio giovanile: che ruolo ha la pressione sociale?

Viviamo in una società che spinge i ragazzi alla continua ricerca del successo, della perfezione, dell’essere impeccabili. L’ambizione è un valore fondamentale ma non deve mai confondersi con pressioni sociali e aspettative irrealistiche per la persona. Il perfezionismo può assumere un’accezione negativa se accompagnato da un’eccessiva rigidità o timore di non essere abbastanza.

Il timore di non essere all’altezza, di non essere capaci, di non essere come gli altri incide fortemente nella strutturazione della personalità e sembra essere uno dei “moventi” principali alla base del Disagio giovanile di questi anni.

Inoltre la società odierna sembra educare i giovani all’ossessione del fallimento: non c’è spazio per l’errore!

Niente di più sbagliato e pericoloso! Le nuove generazioni devono essere educate a esplorare il mondo, a vivere le proprie esperienze senza timore del giudizio, senza angoscia di essere i migliori, senza il terrore di sbagliare o di deludere le aspettative esterne.

Come relazionarsi con un adolescente?

Nella fase di Pre-adolescenza e Adolescenza, la persona inizia a sentire il bisogno di distaccarsi dalla famiglia di origine e costruire un proprio sistema di valori. L’adolescente vive un conflitto tra quanto appreso dalla sua famiglia in termini di regole e principi e quanto invece sente proprio e differente da loro; si inizia a proiettare verso l’immagine di sé che vorrebbe raggiungere. Rispetto a tale conflitto le reazioni più comuni sono due:

  • Forte desiderio di differenziazione dal proprio nucleo familiare.
  • Senso di colpa/ confusione sperimentati nel momento in cui si realizza che non si condividono alcuni principi che hanno caratterizzato la propria storia familiare.

Il mondo dell’adolescente è costellato di insicurezze, malumori, voglia di evadere, voglia di stravolgere le regole e costruirne di proprie, curiosità e voglia di sperimentare. Consapevole di ciò, un genitore deve trovare il giusto modo per approcciarsi a un figlio adolescente anche se, come già noto, non c’è niente di più complicato!

Cosa puoi fare?

  • Osserva: l’attenzione non è mai troppa con un adolescente. Tuttavia, bisogna essere attenti senza cadere nella trappola della pressione e del controllo. Per farlo, basta monitorare le abitudini del proprio figlio e fare caso ai piccoli cambiamenti, seppur consapevoli che essi fanno parte della fase di crescita.
  • Ascolta attivamente e senza giudizio: un adolescente spesso ha bisogno di parlare e sfogarsi con una figura di riferimento. Un consiglio è quello di accogliere i suoi vissuti senza giudicarli. È importante che veda il genitore come punto di riferimento
  • Parla! È importantissimo creare un dialogo con i propri figli, evitando di parlare in modo poco chiaro o contraddittorio. Seppur mantenendo i confini legati alla propria figura genitoriale, è importantissimo spiegare al figlio il perché di un no, il perché di una regola, il perché di un determinato comportamento. Mai dire “no” senza motivarlo. Vietati troppi tabù: ogni spiegazione che non viene fornita in casa sarà cercata altrove.
  • Sii l’esempio! Gli adolescenti odiano le ambiguità e le contraddizioni: non comportarti in maniera contraddittoria rispetto a ciò che insegni a tuo figlio.
  • Ama tuo figlio, qualunque cosa faccia o dica, qualsiasi inclinazione voglia seguire.
  • Supporta: gli adolescenti hanno bisogno dei propri genitori a fianco quando prendono una decisione importante, anche se lo negheranno.
  • Interessati della sua vita: che musica ascolta? Come ama vestirsi? Qual è il suo film preferito? Condividere con i figli i loro interessi è un potentissimo collante!
  • Rispetta i suoi spazi e non essere invadente.

Questi sono solo alcuni accorgimenti, ma una cosa è certa: riuscire a entrare nella mente di un adolescente è tanto insidioso quanto sorprendente. Quindi, se sei un genitore alle prese con la tanto temuta adolescenza e ti sembra di non riuscire a fare mai la cosa giusta, non preoccuparti: è tutto nella norma!

Tuttavia, nonostante l’essere adolescenti implichi tutta una serie di caratteristiche destabilizzanti è opportuno cogliere i segnali descritti sopra al fine di individuare se c’è un disagio più profondo. Se ne riconosci qualcuno, non esitare a contattare un professionista che potrà aiutarti a gestire queste criticità attraverso percorsi di Sostegno Psicologico e Sostegno alla Genitorialità, entrambi servizi offerti all’interno del Centro Salute Neri.

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