Psicologia e fisioterapia

Psicologia e fisioterapia: quali vantaggi?

Psicologia
Nessun commento

Si pensa sempre alla Psicologia come disciplina spendibile solamente in contesti delimitati e circoscritti. Ma cosa accade quando si porta la Psicologia in ambienti diversi? Se si intende il benessere considerandone tutti gli aspetti a 360°, non si può non ritenere di primaria importanza il lavoro in equipe multidisciplinare. E’ in quest’ottica che può nascere una collaborazione anche tra Psicologo e Fisioterapista, i quali, lavorando in sinergia possono migliorare la qualità di vita del paziente, accompagnandolo durante un percorso riabilitativo o comprendendo insieme l’origine del suo sintomo.

L’importanza del lavoro in equipe

Comprendere le cause di un disagio riportato da un paziente (che sia fisico o psichico) non è semplice e spesso richiede l’analisi di più fattori o punti di vista. Per fare ciò, risulta molto efficace confrontarsi con altri professionisti della salute e del benessere, possibilmente lavorando in equipe.

Quali sono i vantaggi?

  • La risposta che si offre al paziente è più completa
  • Il paziente si sente accolto. Si riduce l’angoscia legata alla ricerca in autonomia di pareri di professionisti diversi
  • Si riduce il rischio di burnout per il singolo professionista
  • Il confronto tra professionisti diversi è fonte di crescita professionale

Vediamo in che modo tutto questo può essere applicato alla Fisioterapia

Emozioni e somatizzazione

L’emozione è una risposta complessa ad eventi esterni che coinvolge in maniera molto intensa tre dimensioni: psichica, fisica e cognitiva. Questo è dimostrato anche dalle principali teorie sulle emozioni presenti nella letteratura scientifica:

  • Teoria periferica di James- Lange: l’emozione è la risposta ad una reazione fisiologica (aumento battito cardiaco, tremore, sudorazione..). Secondo questa teoria la risposta viscerale all’evento porta alla sperimentazione dello stato emotivo;
  • Teoria di Cannon- Bard: secondo gli autori di questa teoria la risposta psicologica e quella fisiologica ad un evento si attivano simultaneamente;
  • Teoria di Shacter e Singer: aggiunge una componente fondamentale alla risposta emotiva. In risposta ad un evento esterno c’è prima una reazione fisiologica, poi una valutazione cognitiva che consente di attribuire significato a tale reazione.

Dunque, il corpo è lo strumento di maggior espressione delle nostre emozioni. Tante volte il nostro stato emotivo non si manifesta consapevolmente, ma ci manda dei segnali attraverso il corpo, veicolo più potente di tante parole. Prima ancora di riconoscere a livello cognitivo l’emozione spesso c’è una sua manifestazione viscerale: sudorazione, tachicardia, aumento della pressione arteriosa, dolori muscolari/ articolari. Tali manifestazioni fisiologiche spesso sono espressione di stati ansiosi, nervosismo, frustrazione.

Si parla di somatizzazione quando nel paziente sono presenti sintomi oggettivi di natura funzionale che però non trovano riscontro a livello organico e diagnostico. I sintomi riscontrati più frequentemente sono:

  • Cefalee;
  • Dolori cronici;
  • Stanchezza cronica;
  • Disturbi gastrointestinali;
  • Dolori muscolari.

La somatizzazione consiste nella conversione di vissuti di natura psichica in manifestazioni di tipo organico / funzionale. Se si protrae nel tempo si parla di “Disturbo da sintomi somatici”, così classificato all’interno dell’ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali (DSM-5).

Fisioterapia e psicologia: la profonda interconnessione tra corpo e mente

Psicologia e Fisioterapia sembrerebbero due discipline apparentemente lontane tra loro. Al contrario, sono molto più connesse di quanto possa sembrare!

Il Fisioterapista è un professionista sanitario che si occupa della prevenzione, valutazione e riabilitazione di disfunzioni relative alla sfera motoria e viscerale.

Partendo da questo presupposto è chiaro che un lavoro congiunto tra Psicologo e Fisioterapista può apportare benefici significativi nella qualità di vita del paziente e del servizio offertogli. In quali casi?

  • Somatizzazione: spesso il paziente si reca dal Fisioterapista lamentando dolori cronici che non trovano una corrispondenza a livello diagnostico. Dopo aver escluso cause organiche, si può ipotizzare che il sintomo abbia una natura psicologica;
  • Riabilitazione: Dopo un infortunio o un’operazione, i percorsi di riabilitazione possono essere lunghi e frustranti in base alla patologia, all’età, al percorso da compiere. In alcuni casi la frustrazione prende il sopravvento alterando la motivazione del paziente e minando la qualità dell’esito del percorso riabilitativo. In questi casi, quando i professionisti lo ritengono opportuno, si può pensare ad un percorso di sostegno psicologico che aiuti il paziente a rifocalizzarsi sui suoi obiettivi;
  • Disabilità: a volte dopo un infortunio può esserci la perdita definitiva di una o più funzioni. In questi casi, la componente psichica è molto importante, soprattutto in termini di accettazione e realizzazione.

Oltre ai casi appena citati, possono essere molte le situazioni che potrebbero risentire positivamente di un intervento congiunto tra Psicologo e Fisioterapista.

Ultimi post

Categoria: Psicologia

Potrebbe interessarti anche…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu