relazione tossica

Relazioni tossiche: ecco i segnali per riconoscerle

Negli ultimi anni è aumentato progressivamente il numero di persone che dichiara di aver vissuto una relazione tossica. Ciò che preoccupa è che da recenti dati Istat, circa il 18% dei ragazzi tra i 18 e i 23 anni sembrerebbe vivere o aver vissuto una relazione dai tratti tossici e disfunzionali. Al contrario di ciò che si crede, i campanelli di allarme possono essere rintracciati anche in assenza di comportamenti fisicamente violenti. Vediamo insieme come riconoscerli.

Amore tossico: non solo violenza

Spesso si tende a identificare con l’espressione “relazione tossica” quel tipo di relazione caratterizzato principalmente da violenza fisica. Non è così! Sebbene in questo tipo di relazioni sia elevata la percentuale di episodi di percosse, la forma di violenza che è alla base è principalmente di tipo psicologico. Infatti si tratta di un tipo di relazione che influisce negativamente sul benessere e sulla qualità di vita della persona.

In un articolo precedente ho spiegato come lo stile di attaccamento influisca sull’andamento delle relazioni ovvero il modo in cui siamo stati amati nell’infanzia rispecchierà la scelta di partner futuri e il tipo di relazione che tenderemo a ricercare. Nella maggior parte dei casi, infatti, uno dei due partner è affetto da una Dipendenza Affettiva.

Nel momento storico in cui viviamo c’è una maggiore sensibilizzazione rispetto a questi temi ma ciò nonostante è ancora difficile riconoscere in tempo quelli che sono i campanelli d’allarme più importanti da cogliere per comprendere se c’è il rischio di vivere una relazione disfunzionale.

Quali sono i segnali che ti dicono che la tua potrebbe essere una relazione tossica?

Questi i principali segnali da monitorare che possono far sospettare la presenza di una relazione tossica:

  • La relazione è basata sul controllo: il partner pretende di controllare ciò che fa l’Altro e come dovrebbe agire.
  • Asimmetria dei ruoli: uno dei due partner ha potere sull’Altro.
  • Litigi continui e risentimento: la relazione è caratterizzata da un’elevata conflittualità e un forte risentimento (offese velate, ostilità, eccetera).
  • Isolamento sociale: la relazione diventa totalizzante. Pur di vivere questa relazione si trascurano amicizie e si dedica tempo solo al partner.
  • Assenza di supporto emotivo: uno dei due partner si trova in difficoltà nell’esprimere i propri vissuti emotivi poiché verrebbero sminuiti sempre in virtù dell’asimmetria dei ruoli (“non è importante ciò che provi”).
  • Nonostante si tratti di rapporti perlopiù caratterizzati da tensione e basso tono dell’umore, il partner dipendente farà di tutto per accontentare l’Altro.
  • Si ignorano totalmente i propri bisogni. Hanno assoluta priorità i bisogni dell’Altro.
  • La comunicazione è assente o tossica e ambivalente fatta di accuse e recriminazioni che possano far sentire l’Altro in colpa. Il partner dominante adotta una comunicazione basata sull’ambiguità: confonde l’Altro fino a farlo dubitare dei suoi stessi pensieri. Questo tipo di comunicazione manipolativa si chiama Gaslighting e consiste nel negare ciò che dice il partner o negare che un episodio di cui si lamenta sia realmente accaduto. Per fare ciò il partner dominante alterna silenzi ostili ad accuse pesanti. Ciò alimenterà il legame di Dipendenza tra i due partner.
  • La propria autostima dipende dall’Altro: “solo se l’Altro mi apprezzerà avrò un valore”.
  • Idealizzazione totale del partner e conseguente allontanamento dalla realtà.
  • Tendenza a giustificare i comportamenti dell’Altro (è stanco, ha avuto un’infanzia complessa, eccetera).

Come fare per non correre il rischio di vivere un’altra relazione tossica?

Ecco una serie di consigli utili su come intervenire per prevenire situazioni di questo tipo:

  • Cambia tipo di partner: smettila di ricercare partner emotivamente immaturi e incapace di sintonizzarsi con te e i tuoi bisogni.
  • Rimani sempre nel presente: osserva la situazione per quello che è, senza necessariamente giustificare l’Altro. Cogli i segnali!
  • Chiediti cosa concretamente ti dà questa relazione: corrisponde ai tuoi bisogni? In caso contrario smettila di aspettare che l’Altro cambi e diventi ciò che vorresti: non succederà!
  • Ricerca e “pretendi” il dialogo: quando hai un dubbio, prima di ricorrere a mille spiegazioni possibili, chiedi un confronto e cerca delle risposte chiare.
  • Conosci te stesso/a: solo così saprai quale partner può essere giusto per te!
  • Non ignorare mai i tuoi bisogni e non pensare mai di sacrificarli pur di restare con l’Altro (o con l’idea di lui che ci siamo costruiti).

Nel momento in cui ci si rende consapevoli della tossicità della relazione è consigliabile intraprendere un percorso di supporto psicologico al fine di comprendere quali elementi passati, uniti alle predisposizioni personali e alla storia di vita, hanno fatto in modo che si ricercasse un partner da amare a ogni costo.

E tu, hai riconosciuto uno di questi segnali? Se pensi di vivere una relazione tossica contattami e insieme cercheremo di scegliere il percorso più adatto a te.

Ultimi post

Categoria: Psicologia

Potrebbe interessarti anche…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere