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4 domande (e risposte) contro il fastidioso senso di gonfiore

Ti capita spesso di lamentarti per la pancia gonfia? Dopo aver mangiato particolari alimenti? O in determinati momenti della giornata?

Se la risposta è sì, bisogna indagare ponendosi delle domande.

Le 4 domande per capire il senso di gonfiore

1-La prima cosa da chiedersi è: “COME MI SENTO?”

Ormai conosciamo bene la connessione intestino-cervello, per cui se siamo giù di morale o stiamo vivendo attimi di nervosismo o tensione molto probabilmente potremmo avere un riverbero a livello addominale che ci fa sentire gonfi e appesantiti. Se riconosciamo la causa in questo allora ci sono pochi consigli da attuare:

  • Evitare, soprattutto se siamo molto empatici o apprensivi, persone che ci riempiono dei loro problemi;
  • Cercare di non pensare a quello che ci desta preoccupazione, impacchettando il problema in una sorta di scatola virtuale che apriremmo solo quando saremo davvero pronti ad attraversare il problema e risolverlo;
  • Fare esercizi di respirazione;
  • Sostituire il tempo trascorso a pensare il problema con pensieri e azioni che ci facciano sentir bene;
  • Parlare con una persona cara fidata o confrontarsi con un professionista.

2-La seconda cosa da chiedersi è: “COME MANGIO?”

Durante l’atto del mangiare si è spesso assenti e non si vive a pieno il momento distraendosi con altro. Questo comportamento è responsabile di una masticazione veloce e non controllata che a sua volta porta ad inglobare aria e ad avere una cattiva digestione, causa spesso di gonfiore addominale.

Il consiglio principale è: focalizzarsi nel momento del pasto, gustando totalmente quello che si ha nel piatto masticandolo con calma.

3-La terza cosa da chiedersi è: “COME SONO LE MIE ANALISI DEL SANGUE?”

In questo caso si può indagare se gli esami delle urine, delle feci e i valori pancreatici, epatici e tutti quelli indirettamente correlati con stress e infiammazione siano nella norma.

Se no, allora occorre portare avanti consulenze specialistiche.

Se sì, allora bisogna ricercare le cause altrove escludendo eventuali allergie e intolleranze. Ricordiamoci che le allergie e intolleranze si valutano solo con esami specifici fatti in ambito medico e diffidiamo, quindi, di tutti i test, anche costosi, che si effettuano all’interno delle farmacie poiché spesso non sono validati scientificamente.

4-La quarta e ultima cosa da chiedersi è: “COME RISPONDE IL MIO CORPO AL CONSUMO DI ALCUNI TIPI DI FRUTTA E VERDURA?”

Ebbene, esiste una sindrome, la Sindrome del Colon Irritabile, che è un disturbo della funzionalità intestinale, non dotato di un gold standard per la sua diagnosi ma che si presenta con sintomatologia sfumata come gonfiore addominale, irritabilità, stipsi alternata a diarrea.

I sintomi sembrerebbero alleviarsi consumando una minore quantità di particolari tipi di frutta e verdura. In questo caso si interviene con la cosiddetta “low-FODMAP diet”, una dieta a basso contenuto di monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi fermentabili e polioli, molecole che si trovano per esempio in alimenti come aglio, cipolla, mele, pere, carciofi, asparagi, lenticchie e molti altri. La dieta prevede una iniziale esclusione e successivamente una reintroduzione graduale, opportunamente monitorata insieme al nutrizionista.

Se anche tu soffri di quel fastidioso senso di gonfiore prova a farti queste domande e vedrai che troverai la soluzione su misura per te.

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Categoria: Nutrizione

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