dieta per problemi tiroide

Quando la tiroide non funziona: quale dieta adottare?

Tra le ghiandole del nostro corpo, la tiroide occupa un posto di rilievo per il suo vasto bagaglio di funzionalità. È localizzata nella parte anteriore del collo, inferiormente alla laringe, ha una struttura follicolare con all’interno strutture cave, dette “follicoli” in cui si trova un materiale amorfo, la colloide, costituita da TIREOGLOBULINA, precursore degli ormoni tiroidei:

  • tiroxina o tetraiodotironina (T4) con 4 atomi di iodio;
  • triiodotironina (T3), con 3 atomi di iodio.

Si evince chiaramente l’importanza dello IODIO per la tiroide. È un microelemento contenuto soprattutto nel sale marino, pesce e frutti di mare, alghe e uova. Oltre allo iodio sono necessari il SELENIO, minerale con azione antiossidante che agisce come cofattore enzimatico nella conversione di T4 in T3, presente per esempio nei pesci e nei frutti di mare, nelle frattaglie, nella frutta secca oleosa, nel lievito di birra e la TIROSINA, un amminoacido che l’organismo può sintetizzare a partire dalla fenilalanina, amminoacido essenziale contenuto negli alimenti proteici.

Il ruolo della tiroide e degli ormoni tiroidei

Gli effetti che esercitano gli ormoni tiroidei sull’organismo sono molteplici:

  • regolano il Metabolismo Basale (consumo di ossigeno da svegli, in condizioni di riposo e a digiuno);
  • incrementano l’appetito e l’assorbimento intestinale dei nutrienti;
  • maggiore rapidità di utilizzo di glucosio e acidi grassi a scopo energetico per la produzione di ATP;
  • partecipano alle varie vie anaboliche e cataboliche (sintesi proteica, gluconeogenesi, glicogenolisi, ossidazione lipidica);
  • maggiore velocità del battito cardiaco e del flusso sanguigno;
  • aumentano la frequenza respiratoria;
  • incremento della produzione di calore e, di conseguenza, della temperatura corporea;
  • stimolano la crescita corporea nel bambino;
  • svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso centrale durante lo sviluppo fetale e nella prima infanzia.

L’attività della tiroide è controllata dall’ipotalamo e dall’ipofisi. Il rilascio di ormoni tiroidei nel sangue è regolato dal fattore ipotalamico TRH e dalla tropina adenoipofisaria TSH mediante un meccanismo di feedback negativo. La diminuzione, infatti, di ormoni tiroidei nel sangue stimola la produzione nell’ipotalamo del fattore di rilascio della tireotropina (TRH), il quale, a sua volta, stimola il rilascio di TSH da parte dell’adenoipofisi. L’aumento della quantità di TSH nel sangue stimola le cellule tiroidee, i tireociti, a produrre T3 eT4 e il conseguente aumento di ormoni tiroidei nel sangue agisce sia sull’ipofisi, inibendo la liberazione di TSH, sia sull’ipotalamo bloccando la secrezione del TRH.

Le malattie a carico della tiroide

Questo meccanismo di autoregolazione (controllo retrogrado) può venire meno se c’è un’alterazione del funzionamento della ghiandola tiroidea. Il numero delle malattie tiroidee è sempre più frequente e il rischio aumenta nei seguenti casi:

  • genere femminile;
  • età sopra i 50 anni;
  • famigliarità per patologie che interessano la tiroide o patologie autoimmuni;
  • assunzione di alcuni farmaci o particolari trattamenti;
  • esposizione a sostanze presenti in molti prodotti di uso quotidiano o in generale nell’ambiente note come “interferenti endocrini”;
  • insufficiente assunzione di iodio con la dieta o uso eccessivo di integratori di iodio o naturali.

Le due condizioni generali sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo.

L’ipotiroidismo

Nel primo caso la ghiandola funziona meno e le cause possono essere:

  • effettiva carenza di iodio nella dieta che può essere determinata anche dall’ambiente in cui si vive;
  • malattie autoimmuni (tiroidite cronica autoimmune o tiroidite di Hashimoto);
  • asportazione della tiroide in seguito a cancro o noduli;
  • assunzione di alcuni farmaci;
  • ipotiroidismo congenito.

I segni e sintomi di ipotiroidismo sono:

  • capelli secchi;
  • aumento di peso;
  • stipsi;
  • intolleranza al freddo;
  • battito cardiaco lento.

L’ipertiroidismo

Nel secondo caso c’è, invece, una sovraproduzione di ormoni tiroidei e le cause possono essere:

  • Morbo autoimmune di Basedow-Graves;
  • noduli alla tiroide;
  • uso di integratori a base di iodio;
  • cancro follicolare della tiroide.

I segni e sintomi dell’ipertiroidismo sono:

  • decremento inspiegabile di peso;
  • diarrea;
  • intolleranza al caldo;
  • aumento della sudorazione;
  • occhi sporgenti;
  • battito cardiaco accelerato;
  • ansia, irritabilità, insonnia.

La dieta quando la tiroide non funziona

Come dovrebbe essere l’alimentazione in un soggetto che ha una malattia tiroidea?

Gli alimenti da scegliere

L’alimentazione dovrebbe allinearsi al modello mediterraneo, quindi normocalorica, normoproteica e a basso indice glicemico. Gli alimenti che dovrebbero essere presenti sono sicuramente i cereali integrali con e senza glutine, i legumi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta a guscio, il pesce, la frutta fresca e le verdure. Tutti questi alimenti sono ricchi di sostanze antiossidanti e protettive per il nostro organismo e in particolare per la tiroide, tra le quali gli acidi grassi omega-3, la vitamina C, la vitamina A, la vitamina E, la vitamina D, zinco, selenio e il già citato iodio.

Sono consigliati altresì dei prodotti della medicina ayurvedica tra cui il “tritaku” che insieme a pepe e zafferano esercita una azione tireostimolante, l’avemar che deriva dal germe di grano secco fermentato ed è ricco di biochinoni e la forskolina il cui effetto positivo è stato correlato anche alla perdita di peso con mantenimento della massa magra.

Il sale iodato, inoltre, non dovrebbe mai mancare, soprattutto nelle zone dove è rilevante la carenza di iodio. Consumandolo quotidianamente si assicurerebbe il fabbisogno giornaliero di 150 microgrammi.

Gli alimenti da evitare

Alimenti controindicati sono tutti quelli che contengono elevate quantità di grassi saturi come carne conservata, salse, formaggi e di zuccheri semplici come snack e merendine ultraprocessati.

Una particolare attenzione deve essere riservata alla soia e alle verdure appartenenti alla famiglia delle Brassicacee che sembrano interferire con il metabolismo dello iodio. Un soggetto che, tuttavia, segue la terapia sostitutiva con tiroxina non deve privarsi di questi alimenti di cui sono riconosciute diverse proprietà benefiche con effetti anti-cancro, purché il loro consumo non sia concomitante alla terapia.

Nei casi di ipertiroidismo occorre non eccedere nelle fonti di iodio per non rischiare il sovradosaggio e il peggioramento del quadro sintomatologico.

È opportuno seguire uno stile di vita attivo con l’esecuzione di attività fisica settimanale tale da garantire il mantenimento di un adeguato peso corporeo con BMI non superiore ai 25-30 Kg/m2.

Se si notano un decremento o un aumento di peso inspiegabili è consigliabile consultare un professionista che indirizzi la persona in scelte alimentari salutari e cucia una dieta adatta alle sue esigenze, abitudini ed eventuali condizioni tiroidee.

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Categoria: Nutrizione

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