dito-a-scatto

Il dito a scatto: cause, sintomi e rimedi

Torniamo a parlare di dita; dopo aver posto l’attenzione sul cosiddetto alluce valgo ora ci spostiamo sulle dita della mano ponendo la nostra attenzione sulle tenosinovite. Quella che comunemente, infatti, viene conosciuta con l’espressione di “dito a scatto” è in realtà una condizione medica che riguarda quella zona delle dita (dei tunnel fibrosi) all’interno dei quali si muovono i tendini delle dita. La tenosinovite riguarda generalmente ogni infiammazione della sinovia (liquido mucoso presente nell’articolazione) del tendine.

Propriamente la tenosinovite, quindi anche il dito a scatto, altro non è che una vera e propria tendinite nella quale l’infiammazione interessa il rivestimento del tendine. Questo rivestimento (detto guaina) è necessario per consentire i movimenti di distensione e piegamento delle dita.

Cos’è il dito a scatto e come riconoscerlo

Il dito a scatto è quella patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita (che prevedono un rivestimento sottile nel quale è presente la sinovia) provocando l’ispessimento della guaina con conseguente riduzione dello spazio all’interno del tunnel fibroso.

Questa condizione provoca il movimento non lineare e scorrevole del dito che si estende, appunto, con uno scatto. Alla vista un dito interessato da questa infiammazione e uno normale non presentano grandi differenze e ci si accorge di tale condizione proprio per l’anomalia del movimento del dito, che solitamente è accompagnata da dolore.

Nei casi in cui il dito a scatto non venisse trattato o la condizione venisse sottovalutata si può andare incontro anche a un blocco meccanico del movimento del dito interessato. A volte il tendine si blocca durante la flessione e chi soffre di questa condizione non riesce a riportare il dito nella posizione iniziale.

Altre volte, solitamente nelle forme più gravi e in quelle più avanzate, sul dito interessato da questa condizione si sviluppa un nodulo che provoca dolore anche solo alla palpazione e anche quando il dito non viene stimolato.

Le cause

Le ragioni per cui si verifica la condizione responsabile del dito a scatto non sono ancora del tutto note, ma ci sono dei fattori e delle caratteristiche comuni che è importante conoscere. L’infiammazione della guaina del tendine del dito si verifica generalmente nei soggetti con più di 30 anni, che hanno subito diversi microtraumi e che svolge attività nelle quali per molte ore al giorno è necessario svolgere attività manuali (pasticcere, elettricista, massaggiatore, idraulico, chi lavora al PC, eccetera). Sono maggiormente a rischio quei soggetti nei quali sono presenti artrite, diabete, gotta e altre patologie.

Cure, riabilitazione e rimedi

Il trattamento per il dito a scatto ha un duplice obiettivo: innanzitutto contrastare il dolore, ma poi anche ridurre l’ispessimento responsabile della ridotta o impossibile mobilità del tendine del dito. Come per altre condizioni similari anche per il dito a scatto ci sono due approcci: uno conservativo e l’altro chirurgico.

La scelta del tipo di approccio dipende, ovviamente, dalla gravità della condizione e dalle caratteristiche del singolo paziente. In generale, però, è sempre preferibile l’iniziale ricorso al trattamento conservativo tramite la fisioterapia. Questo, infatti, ha elevati tassi di successo e, anche laddove si rivelasse inefficace per la risoluzione del problema, consentirebbe di alleviare il dolore donando un sostanziale beneficio al paziente.

Il percorso fisioterapico prevede sostanzialmente, in base a ogni singola situazione, l’utilizzo della terapia manuale come la Manipolazione Fasciale, di attrezzature tecnologiche (principalmente Laserterapia ad alta potenza), eventuali ortesi (tutori e altri dispositivi) ed esercizi terapeutici mirati, che hanno il vantaggio, in maniera non invasiva, di ridurre efficacemente il dolore e consentire un rapido recupero della funzionalità del dito interessato. Tanto la terapia manuale quanto le tecnologie fisiche hanno la capacità inoltre di ridurre la rigidità dei tessuti stimolandoli biologicamente e ottenendo soddisfacenti risultati.

Il pieno recupero varia da caso a caso ed è il fisioterapista a predisporre un piano di sedute (settimanali o bisettimanali) tramite le quali raggiungere i risultati sperati.

Se soffri di dolore alle dita delle mani, lamenti una ridotta mobilità o, ancora, svolgi un’attività particolarmente gravosa che potrebbe evolvere in una condizione di questo tipo, prenota subito un appuntamento presso il nostro Centro. Tramite la competenza dei fisioterapisti e l’utilizzo dei migliori strumenti tecnologici a disposizione riusciremo a individuare la soluzione più rapida ed efficace per la tua situazione.

Ultimi post

Categoria: Fisioterapia e Riabilitazione

Potrebbe interessarti anche…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere