Protesi di spalla e riabilitazione

Protesi di spalla e riabilitazione: cosa c’è da sapere

Torniamo a occuparci delle spalle, tra le articolazioni più importanti del corpo umano e indispensabili per lo svolgimento di qualsiasi attività, anche quelle più semplici e apparentemente banali. Dopo aver approfondito i fenomeni della lussazione, della calcificazione, della sindrome da conflitto e della spalla congelata, vogliamo oggi concentrarci sulla protesi di spalla. Parliamo di un intervento chirurgico che prevede la sostituzione (totale o parziale) dell’articolazione quando questa è danneggiata da traumi o patologie come l’Artrosi. In generale la protesi è un elemento anatomico artificiale che va a sostituire il corrispondente elemento naturale. Per quel che riguarda le protesi della spalla ne esistono tre tipologie: endoprotesi, artoprotesi e protesi miste. Nel primo caso si sostituisce solamente la testa omerale, mentre nel secondo viene sostituita sia la testa che la glenoide della scapola. Le protesi miste, invece, sono quelle che prevedono una sostituzione parziale degli elementi anatomici.

Quando ricorrere alla protesi di spalla

Di per sé il ricorso all’intervento chirurgico per l’applicazione della protesi di spalla è eseguito solamente quando i trattamenti conservativi non hanno dato risultati ottimali. Scopo della protesi è quella di restituire la mobilità perduta dell’articolazione e, parallelamente, ridurre il dolore associato a questa condizione. Generalmente l’intervento di protesi di spalla viene eseguito in soggetti con un’età avanzata, ma anche nei pazienti affetti da artrosi, artrite, patologie reumatiche, fratture consolidate, necrosi, degenerazioni e tutte quelle condizioni che danneggiano l’articolazione provocando dolore e limitandone la capacità motoria. È invece sconsigliato il ricorso alla protesi di spalla nei casi di grave osteoporosi e lesioni nervose che possono aumentare il rischio di fratture durante l’intervento chirurgico.

Quanto dura una protesi alla spalla

Mediamente una protesi di spalla dura dai 15 ai 20 anni, se il paziente rispetta le condizioni prescritte dal medico e se, ovviamente, non si verificano complicanze o altri eventi traumatici che possono danneggiarla e comprometterne le funzionalità.

La riabilitazione e i tempi di recupero

Per assicurare un decorso post operatorio eccellente è necessario, come anticipato, seguire le indicazioni fornite al momento delle dimissioni. Dopo l’intervento (che dura mediamente dalle due alle tre ore) la spalla viene immobilizzata tramite un tutore e l’uso di un reggibraccio per il sostegno dell’articolazione e questo stato di immobilità può provocare una rigidità articolare, un’infiammazione con relativo dolore e un gonfiore alla mano. Anche per questo già a partire dalle prime settimane dopo l’intervento si consiglia di togliere il tutore per qualche ora in modo da prevenire queste complicazioni e aiutare il paziente a riprendere confidenza con i movimenti dell’articolazione.

Dopo l’intervento è poi fondamentale sottoporsi a una riabilitazione che, anche in base alla gravità dei casi, può richiedere tempi di recupero più o meno rapidi. Mediamente occorrono dai 3 ai 6 mesi di riabilitazione per recuperare la piena funzionalità della spalla e in questo periodo, nelle diverse fasi del percorso di riabilitazione, molte attività sono sconsigliate (come, per esempio, guidare nelle prime settimane, ma anche sollevare pesi, fare sforzi o attività sportiva).

La riabilitazione prevede la terapia manuale, la kinesiterapia, l’esercizio terapeutico di recupero articolare e quello per il rinforzo muscolare. Il tutto per favorire la riparazione dei tessuti e recuperare la funzionalità motoria dell’articolazione. Il processo di riabilitazione si suddivide in diverse fasi, con obiettivi a breve – medio – lungo termine, dove vengono previsti differenti carichi di lavoro progressivi, in risposta ai miglioramenti che il paziente mostra nel suo percorso, al fine di raggiungere l’obiettivo nel più breve tempo (e nelle migliori condizioni) possibili.

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Categoria: Spalla in salute

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